Sulla situazione economica del Queen’s Park Rangers le valutazioni non sono però univoche. Stando alle ricostruzioni ufficiali, l’operazione d’acquisto sarebbe costata 1 milione di sterline per le quote azionarie più 13 milioni per il risanamento della situazione debitoria. Ma il precedente azionista di riferimento, Antonio Caliendo, ha una visione opposta. «Abbiamo consegnato ai nuovi proprietari un gioiello» sostiene il procuratore, modenese d’adozione il club non aveva debiti: abbiamo ripianato grazie ai 2,5 milioni di sterline incassati con la cessione di Lee Cook al Fulham, quindi abbiamo pagato dipendenti e tasse fino al 30 luglio». Lettura che stride con quanto riportato dai media. Una difformità talmente clamorosa da richiedere una necessaria interpretazione. Caliendo ci prova: «Certe dichiarazioni di Briatore non mi sono piaciute. Avevo altre offerte, ma ho scelto quella di Flavio anche su consiglio dei mio ex socio Paladini. Mi aspettavo riconoscenza, invece ho letto e sentito troppe ricostruzioni inesatte. In realtà» attacca Caliendo «l’unica cosa certa è che io non ho ancora ricevuto i pagamenti pattuiti per il QPR». Un siluro, anche se poi Caliendo ammorbidisce: «Flavio» spiega «era restio a entrare nel calcio, è stato trascinato dalla passione di Ecclestone, che in passato voleva acquistare l’Arsenal. Constatata l’impossibilità di rilevare un club di vertice, ne hanno scelto un altro con grandi prospettive di crescita. Non vorrei però che per forzare l’ingresso di Briatore, i suoi compagni d’avventura gli avessero fatto credere cose false». In sostanza, secondo Caliendo, i partner avrebbero dipinto a Briatore una situazione finanziaria gravissima per accelerare l’operazione d’acquisto.
Tratto dall’inserto mensile “Mister Football” del Guerin Sportivo del 26/2/2008


