Baggio, potrei fare l’allenatore

Si puo’ dire che Roberto Baggio abbia un soprannome per qualsiasi momento della sua carriera. E’ stato sia Divin Codino che coniglio bagnato, come Gianni Agnelli lo apostrofo’ impietosamente durante la prima fase dei Mondiali del ’94, quando l’ex Pallone d’Oro arrancava e con lui la Nazionale di Arrigo Sacchi. Ma Baggio, piu’ che un coniglio bagnato, e’ stato un giocatore forgiato dalla sofferenza degli infortuni, come ha confermato stamani durante la presentazione a Milano di un’iniziativa editoriale della Gazzetta dello sport con Raitrade dedicata a lui: ”Serve coraggio per combattere i problemi fisici con cui ho avuto a che fare – ha detto – ma se una persona ha carattere, gli eventi negativi possono diventare un trampolino per qualcosa di diverso. Da questo punto di vista la mia fede buddista mi ha aiutato”. Nel futuro potrebbe esserci ancora calcio, in un ruolo nel quale in pochi lo hanno finora immaginato: ”Potrei prendere in considerazione l’ipotesi di fare l’allenatore, si tratterebbe di una sfida e a me le sfide piacciono”. La riservatezza che ha accompagnato Baggio per tutti questi anni lontano dal pallone si e’ quindi momentaneamente rotta, mostrando un dietro le quinte per certi versi inedito di uno dei piu’ grandi giocatori del calcio italiano: ”Gli ultimi anni della mia carriera – ha raccontato – li ho trascorsi pensando che avrei smesso di giocare, cosa che poi e’ avvenuta piu’ tardi di quanto pensassi perche’ il mio manager mi convinceva regolarmente a rinviare. Ma il dolore non mi abbandonava e allenarmi al livello dei miei compagni era sempre piu’ difficile. Ho dato tutto fino all’ultimo giorno, quando ho smesso non avevo nessun rimpianto”. Un talento, quello di Baggio, che pero’ ha trovato alti e bassi con tanti suoi allenatori: ”Ci possono essere incomprensioni, ma le cose poi finiscono li’. L’importante e’ che non ci sia rancore”. L’ex numero dieci della Nazionale ha smentito poi di avere avuto contrasti con i suoi compagni: ”Ho dato dei consigli a qualcuno, pero’ non mi sono mai sentito superiore a nessuno di loro”. In sala, tra i tanti ospiti venuti a rendere omaggio con una standing ovation al giocatore, c’e’ stato anche l’ad del Milan Adriano Galliani. Che, preso il microfono per gli omaggi di rito, ha rivelato un retroscena risalente al 1990, poco prima del trasferimento dalla Fiorentina alla Juventus: ”Baggio era praticamente nostro – ha detto – ma poi l’Avvocato Agnelli chiamo’ Silvio Berlusconi, chiedendogli di lasciare alla Juve almeno il giocatore, dato che il Milan aveva vinto parecchi trofei all’epoca. E cosi’ fu”. Proprio il contestatissimo passaggio in bianconero non fu accolto molto bene da Baggio. ”Mi ricordo che disse che ero pazzo e che ci avrebbero ammazzati a Firenze – ha ricordato scherzando l’ex procuratore Antonio Caliendo – per lui la Fiorentina era come una mamma”. Ma poi alla Juve ha lasciato un’impronta da campione: ”Nella nostra sede – ha detto Gianluca Pessotto, che arrivo’ alla Juventus proprio quando se ne ando’ Baggio – ci sono tantissime sue foto”.

Ansa.it

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...