Baggio prepara il ritorno in azzurro

L’ex “divin codino” si candida per la carica di presidente del Comitato tecnico della Figc

Una leggenda del calcio italiano, Roberto Baggio, dopo anni di deliberata e incrollabile assenza dal mondo del pallone, sembra avviato a un ritorno in grande stile, con un incarico di rilievo nell’ambito della Federcalcio.

L’uomo che ha saputo unire l’Italia calcistica, che ha militato sempre ad alti livelli in diverse squadre della penisola, l’eroe di Italia 90, è candidato a ricoprire la carica di presidente del comitato tecnico della Figc. «Roberto Baggio conferma la sua disponibilità», ha detto il suo procuratore, Vittorio Petrone, confermando l’anticipazione del Corriere dello Sport. L’ex fantasista «attende l’incontro con il presidente Abete per approfondire i temi oggetto dell’eventuale incarico che dovrebbe venire nei prossimi giorni», ha aggiunto Petrone. «La principale motivazione di Roberto Baggio a rendersi disponibile per verificare e approfondire i temi dell’eventuale incarico – ha spiegato – è quella di offrire il proprio contributo e l’esperienza acquisita in più di 22 anni di calcio giocato».

Già: ma dopo l’abbandono dell’attività agonistica, a differenza di molti colleghi anche assai meno illustri, il “divin codino” non ne ha più voluto sapere. Un taglio netto con il mondo del pallone: ha cortesemente declinato le offerte di incarichi tecnici o dirigenziali di diversi club, si è ritirato nel suo Veneto, per dedicarsi alla famiglia, alla caccia, ai viaggi in Argentina dove ha una tenuta agricola, alle iniziative benefiche (è tra l’altro ambasciatore di buona volontà della Fao). Forse ha continuato a rodergli dentro il ricordo di quel rigore fatale con il Brasile sbagliato a Usa 94; o forse, la commozione del suo addio al pallone, il 16 maggio 2004. Quel giorno, Roby uscì poco prima della fine della partita persa dal suo Brescia col Milan per 4-2: fu abbracciato da Paolo Maldini e tutto San Siro si alzò in piedi per applaudirlo.

Il congedo dalla Nazionale era avvenuto pochi giorni prima, il 28 aprile: era stato chiamato da Trapattoni, una convocazione-tributo in omaggio a quanto aveva dato all’Italia, per un’amichevole con la Spagna a Genova (finita 1-1). Di fatto, però, la sua carriera in azzurro si era conclusa con i Mondiali di Francia 98. Nel febbraio scorso, un primo timido accenno ad un rientro nel giro: «Potrei prendere in considerazione l’ipotesi di allenare, è una sfida e a me le sfide piacciono», disse, alla presentazione di un’iniziativa editoriale a lui dedicata.

Oggi, ricordando quell’evento, il suo ex procuratore Antonio Caliendo ha affermato: «L’ho trovato, come sempre, un ragazzo stupendo. E soprattutto leggermente più disponibile, perchè lui di calcio non voleva più parlare per guarire da tanti anni di pressione che ha avuto durante la sua carriera». «Penso che la Nazionale – ha aggiunto Caliendo – avrebbe fatto bene a dargli un ruolo per tenere i rapporti con tutta la squadra». Il momento sembra essere arrivato: quello in azzurro «è certamente un incarico – ha sottolineato il suo attuale procuratore Petrone – che potrebbe rispondere al desiderio di partecipazione» che Baggio intende offrire «al calcio italiano e alla Federazione».

lastampa.it

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