Lavezzi-Hamsik-Cavani fenomeni: parola di Caliendo

All’indomani della consegna del Golden Foot a Francesco Totti, Antonio Caliendo, consulente di calciatori e ideatore del premio internazionale alla carriera, ci parla della situazione del calcio italiano. Per lui che lo vive da protagonista da più di trent’anni, è l’occasione per alcune riflessioni importanti sul gioco più bello del mondo. La situazione generale, l’Inter, il Napoli e i suoi tre assi al centro della nostra chiacchierata.

Chiamato in causa per l’acquisizione del Modena Football Club 1912, per lui che è napoletano, ma modenese d’adozione, Caliendo precisa subito che gli accostamenti che una parte della stampa gli ha fatto tra lui e Flavio Briatore non gli piacciono (lui è in causa con l’ex manager Renault per i corrispettive della vendita del QPR di Londra). Poi riacquista il sorriso e comincia a parlare del calcio: la sua vita…

Quando sono entrato nel calcio, chiaramente era un epoca molto diversa da quella moderna. Tante cose che ruotano intorno a questo mondo, ovviamente non c’erano. C’era molta più semplicità, ma anche forse più genuinità. Per non parlare dei ritmi del gioco. Oggi, con il massimo rispetto che ho per Maradona e Pelè, non so mica se avrebbero goduto della stessa fama. Tecnica meravigliosa per loro, ma oggi si corre tanto tanto di più!

Antonio, il calcio italiano è in crisi?

Purtroppo il nostro calcio italiano è fortemente in crisi. Per spiegarlo, basta elencare i campionissimi che riusciamo a mostrare al mondo. Credo che l’ultimo vero fuoriclasse a livello assoluto sia stato Roberto Baggio.

Cosa succede?

Succede che non ci siamo adeguati alla rivoluzione tecnico tattica dell’ultimo decennio. E il problema è che ce ne saranno ancora molte nei prossimi anni. Siamo un po’ fermi. Meglio rendersene conto in fretta.

L’Inter campione di tutto è in difficoltà. E’ questo il parametro più importante per l’Italia del calcio?

Prima di tutto voglio esprimere la mia stima a Benitez. Ha avuto il coraggio di ereditare una situazione difficilissima. Dopo una stagione praticamente perfetta, culminata tra l’altro con il Mondiale, i giocatori si sono ritrovati senza energie.

Riusciranno a recuperare per il Mondiale di Club?

Penso di si. Non sono pessimista perché li conosco e so cosa possono dare. Del resto lo hanno dimostrato ampiamente. Devono solo passare questa difficile fase autunnale. In un mesetto le cose dovrebbero aggiustarsi.

Il Napoli di Mazzarri sorpresa dell’anno?

Diciamo che Mazzarri sta facendo più di quello che può il Napoli. Quando abbiamo costruito il grande Napoli di Maradona, a parte l’epoca differente, c’erano giocatori di spessore enorme in tutti i reparti e non mancavano certo i ricambi. Il Napoli manca proprio in questo. Ci vorrebbero altri calciatori, per capirci, alla Bagni, Giordano etc, nei punti nevralgici del campo. Per ora, nonostante Hamsik, Lavezzi e Cavani, non vedo possibilità di scudetto, ma vedo senza dubbio un nuovo piazzamento in Europa League.

Visto che lei è napoletano, ci parla dei tre fenomeni Hamisk, Lavezzi e Cavani?

Sono giocatori sopra le righe. Fanno la differenza, dei fenomeni.

Hamsik ha grande mobilità. E’ un giocatore molto duttile. Uno da grandissimi club!

Lavezzi ha i numeri del grande giocatore. Quello che gli serve è stabilire quella continuità che lo può proiettare a livello dei più bravi in assoluto.

Cavani è il classico attaccante pulito. Sa sempre dove giocare e come giocare.

(Salvatore Siviero)

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