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A Modena parla Caliendo

Ieri pomeriggio era al campo Zelocchi, attentissimo nel seguire l’allenamento del Modena ed in particolare le prime sgambate in gialloblu di Wagner Luiz Fogolari. Antonio Caliendo, l’agente Fifa procuratore del difensore brasiliano (che ha scelto la casacca numero 3 ed è tesserato come comunitario), arrivato nell’ultima giornata del mercato di gennaio al Modena dal Cosenza, ci parla del suo pupillo.

Caliendo, ci racconti intanto come è nata questa operazione…
“Diciamo che ho voluto fare qualcosa di concreto per il Modena e in particolar modo per Roberto Casari, col quale c’è già da tempo un ottimo feeling”.

Quindi la società gialloblu è stata la prima scelta…
“Appena si è saputo che Wagner si poteva liberare dal Cosenza, si sono fatte avanti almeno una decina di società interessate ad ingaggiarlo. Ma la nostra prima scelta era il Modena, e anzi vi dirò che non mi è passata neppure per un attimo in testa l’idea di poterlo sistemare altrove”.

Ce lo descriva tecnicamente…
“Ha un grande fisico ed è molto forte di testa, ma non voglio sbilanciarmi troppo, preferisco sia mister Bergodi a giudicarlo”.

Da conoscitore di calcio qualcosa ce lo può dire…
“Come ho detto il fisico c’è, la tecnica pure, ed anche l’educazione per entrare in un gruppo collaudato come quello del Modena. Spero davvero che questo ragazzo possa essere utile alla causa canarina”.

Bergodi tra l’altro è un allenatore che non ha paura di rischiare e di lanciare in campo i giovani…
“E’ uno dei motivi per cui abbiamo scelto Modena. Ritengo Cristiano Bergodi un ottimo tecnico e sono sicuro che Wagner potrà fare dei grandi miglioramenti sotto la sua guida”.

Un contratto fino a giugno…
“Sì, ma non parliamo per cortesia di ‘prova’. Il ragazzo è a tutti gli effetti un giocatore del Modena da qui alla fine del campionato, a fine stagione vedremo che sviluppi ci potranno essere”.

Questa operazione potrebbe essere il preludio a quella sua entrata in società che si era già paventata nei mesi scorsi?
“Preferirei non sbilanciarmi, ma posso dire che nelle prossime settimane ci potrebbe essere qualche novità in tal senso. Se c’è da dare una mano al Modena io ci sono”.

Lei pensa sempre ad un centro sportivo che possa essere dedicato al Modena…
“Ho visto i campi di allenamento dove lavorano i canarini. Sicuramente all’altezza, ma a mio avviso però il Modena merita qualcosa di più. La società deve puntare più in alto, soprattutto ora che la proprietà è in mano ad un’azienda solida ed importante”.

ilrestodelcarlino.it

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Caliendo: “Io al Modena? Sto esaminando alcune proposte”

L’ipotesi di un ingresso nel Modena della cordata rappresentata dall’avvocato Gianpiero Samorì è tramontata da qualche settimana, ma a quanto pare non è lo stesso per Antonio Caliendo. Il re dei procuratori, intervistato in esclusiva da Tuttomercatoweb, ha parlato dei suoi assistiti, ma anche della possibilità di entrare nella gestione sportiva della società con un ruolo importante.

Nei giorni scorsi si è parlato della possibilità che lei possa ricoprire un ruolo in seno al Modena.
“Essendo modenese d’adozione, sono legato al Modena. Sto esaminando alcune proposte e molto probabilmente potrebbe accadere qualcosa, ma se accetto un ruolo è perché voglio fare del Modena qualcosa di importante e magari lanciare qualche nuova idea nella gestione del club”.

Quale dovrebbe essere il ruolo all’interno del club?
“Se prendessi un ruolo sarebbe di gestione totale. Dipenderei solo dalla proprietà e da nessun altro”.

tuttomercatoweb.com

Lavezzi-Hamsik-Cavani fenomeni: parola di Caliendo

All’indomani della consegna del Golden Foot a Francesco Totti, Antonio Caliendo, consulente di calciatori e ideatore del premio internazionale alla carriera, ci parla della situazione del calcio italiano. Per lui che lo vive da protagonista da più di trent’anni, è l’occasione per alcune riflessioni importanti sul gioco più bello del mondo. La situazione generale, l’Inter, il Napoli e i suoi tre assi al centro della nostra chiacchierata.

Chiamato in causa per l’acquisizione del Modena Football Club 1912, per lui che è napoletano, ma modenese d’adozione, Caliendo precisa subito che gli accostamenti che una parte della stampa gli ha fatto tra lui e Flavio Briatore non gli piacciono (lui è in causa con l’ex manager Renault per i corrispettive della vendita del QPR di Londra). Poi riacquista il sorriso e comincia a parlare del calcio: la sua vita…

Quando sono entrato nel calcio, chiaramente era un epoca molto diversa da quella moderna. Tante cose che ruotano intorno a questo mondo, ovviamente non c’erano. C’era molta più semplicità, ma anche forse più genuinità. Per non parlare dei ritmi del gioco. Oggi, con il massimo rispetto che ho per Maradona e Pelè, non so mica se avrebbero goduto della stessa fama. Tecnica meravigliosa per loro, ma oggi si corre tanto tanto di più!

Antonio, il calcio italiano è in crisi?

Purtroppo il nostro calcio italiano è fortemente in crisi. Per spiegarlo, basta elencare i campionissimi che riusciamo a mostrare al mondo. Credo che l’ultimo vero fuoriclasse a livello assoluto sia stato Roberto Baggio.

Cosa succede?

Succede che non ci siamo adeguati alla rivoluzione tecnico tattica dell’ultimo decennio. E il problema è che ce ne saranno ancora molte nei prossimi anni. Siamo un po’ fermi. Meglio rendersene conto in fretta.

L’Inter campione di tutto è in difficoltà. E’ questo il parametro più importante per l’Italia del calcio?

Prima di tutto voglio esprimere la mia stima a Benitez. Ha avuto il coraggio di ereditare una situazione difficilissima. Dopo una stagione praticamente perfetta, culminata tra l’altro con il Mondiale, i giocatori si sono ritrovati senza energie.

Riusciranno a recuperare per il Mondiale di Club?

Penso di si. Non sono pessimista perché li conosco e so cosa possono dare. Del resto lo hanno dimostrato ampiamente. Devono solo passare questa difficile fase autunnale. In un mesetto le cose dovrebbero aggiustarsi.

Il Napoli di Mazzarri sorpresa dell’anno?

Diciamo che Mazzarri sta facendo più di quello che può il Napoli. Quando abbiamo costruito il grande Napoli di Maradona, a parte l’epoca differente, c’erano giocatori di spessore enorme in tutti i reparti e non mancavano certo i ricambi. Il Napoli manca proprio in questo. Ci vorrebbero altri calciatori, per capirci, alla Bagni, Giordano etc, nei punti nevralgici del campo. Per ora, nonostante Hamsik, Lavezzi e Cavani, non vedo possibilità di scudetto, ma vedo senza dubbio un nuovo piazzamento in Europa League.

Visto che lei è napoletano, ci parla dei tre fenomeni Hamisk, Lavezzi e Cavani?

Sono giocatori sopra le righe. Fanno la differenza, dei fenomeni.

Hamsik ha grande mobilità. E’ un giocatore molto duttile. Uno da grandissimi club!

Lavezzi ha i numeri del grande giocatore. Quello che gli serve è stabilire quella continuità che lo può proiettare a livello dei più bravi in assoluto.

Cavani è il classico attaccante pulito. Sa sempre dove giocare e come giocare.

(Salvatore Siviero)