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Caliendo: “Trezeguet fu vicinissimo al Napoli”

Sulla notizia emersa in questi ultimi giorni che voleva Trezeguet, suo assistito, vicino al Napoli: “Il francese è stato vicinissimo a vestire l’azzurro. Per il gioco che fa il Napoli, David avrebbe fatto benissimo. Ha una media realizzativa costante da 12-13 anni. Sarebbe stato felice di approdare all’ombra del Vesuvio, ma la Juventus si è opposta ad un trasferimento in un altro club italiano”.

tuttomercatoweb.com

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Caliendo sul Napoli: ‘Mercato, niente di eclatante’

Il mercato del Napoli passa anche dalla qualificazione in Europa: se gli azzurri approderanno ai sedicesimi di finale, allora ci sarà bisogno di nuove forze. ‘Stimo molto Bigon e non ha bisogno di consigli – ha affermato l’agente Antonio Caliendo ai microfoni di Arena Azzurra, su Radio Quinta Rete -. Ho molto rispetto per il direttore, che sta dimostrando di avere conoscenze importanti. Posso sicuramente parlare del mercato in generale: a gennaio non credo ci saranno trasferimenti eclatanti, si sta preparando tutto per giugno. In inverno si potrebbe sfruttare occasioni di giocatori che litigano con le società, come nel caso di Cassano: difficile che i grandi giocatori cambino in corso d’opera. Solo con i sudamericani il discorso è diverso. Già all’inizio della stagione dissi che il Napoli per essere completo avrebbe bisogno di due-tre innesti importanti”.

Tra gli atleti accostati al Napoli in estate c’è proprio uno degli assistiti di Caliendo, ovvero David Trezeguet. ‘Si sta impegnando per salvare l’Hercules e sta dando molto – spiega l’agente -. E’ felice e di conseguenza ha un altissimo rendimento. Se si facesse viva una squadra italiana? Bisognerà vedere esattamente come si sentirà di testa. E’ arrivato anche ad un’età matura che gli permette di poter calibrare bene quelle che possono essere le sue idee, non è più un ragazzo ma ha la vitalità di un giovanissimo. In Spagna ha iniziato la sua seconda gioventù, gli vedo fare cose che non faceva da tempo’.

calciomercato.com

Caliendo: “Trezeguet all’Inter? No, resta all’Hercules”

«Trezeguet non si muove dall’Hercules». L’agente dell’attaccante francese, Antonio Caliendo, mette la parola fine alle voci di contatti fra il calciatore ex Juve e l’Inter. «David sta bene in Spagna: la salvezza con loro equivale per lui alla conquista di uno scudetto», ha detto il procuratore a Sky Sport 24. «In Italia si parla di mercato 12 mesi all’anno e i rumors a volte si trasformano in notizie vere. Non posso escludere che David sia oggetto di desiderio di qualche club, detto questo io parlo con l’Inter ogni giorno: ma non posso mettere in piazza, per ovvi motivi, i contenuti degli incontri con la società nerazzurra».

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Agente di Trezeguet: Lui all’Inter? C’è un ottimo rapporto

Il futuro di David Trezeguet potrebbe essere ancora in Italia. Ad aprire alla possibilità di un ritorno dell’ex bomber della Juve – attualmente in forza all’Hercules Alicante – nel Belpaese è stato il suo procuratore, Antonio Caliendo: «Ultimamente si sta instaurando un bel rapporto con l’Inter, e non è escluso che se ne possa riparlare nei prossimi giorni», ha detto a calciomercatonews.com. «Bisogna però essere cauti perchè in casa inter è un momento delicato quindi non si possono fare previsioni».

tuttosport.com

Caliendo si racconta: “Inter favorita”

Un’intervista in cui il procuratore svela i retroscena della sua carriera a fianco dei grandi campioni

Antonio Caliendo, 66 anni, può essere definito il vero e proprio guru dei procuratori italiani. la sua carriera nel Dicembre del ’77, quando Giancarlo Antognoni, ex centrocampista della Fiorentina e della nazionale italiana, firma quella che è molto probabilmente la prima procura generale sottoscritta da un calciatore. Da lì in poi numerosi campioni del calibro di Roberto Baggio, Salvatore Schillaci, David Trezeguet e Maicon hanno deciso di sceglierlo come loro agente. Un dato può farci capire più di tutto di chi stiamo parlando: nella finale mondiale del ’90 c’erano ben 12 suoi assistiti in campo tra Germania e Argentina.

Sig. Caliendo, quando è nata l’idea di diventare procuratore?
È stata una cosa istintiva e spontanea, avvenuta dopo un incontro con Giancarlo Antognoni nel dicembre del ‘77. Non avevo programmato nulla e mi son ritrovato a inventare un nuovo mestiere praticamente.

Da allora sono passati più di trent’anni. Com’è cambiato questo lavoro?
È cambiato moltissimo, come del resto si è modificato anche il calcio. Una volta si puntava tutto sulla fantasia e sulla tecnica, ora invece è tutto basato sul fisico. Lo stesso vale per questo mestiere: oggi è più aggressivo, più difficile in quanto c’è anche molta più concorrenza. Basti pensare che ormai ci sono quasi più procuratori che calciatori.

Quale momento ricorda in particolar modo durante questa sua lunga carriera?
La finale del ’90 per me è stato il momento più gratificante. In campo c’erano 12 miei assistiti tra Germania e Argentina. Non potevo avere soddisfazione maggiore.

Nella sua scuderia ha avuto moltissimi giocatori di fama mondiale. Chi e perchè ricorda maggiormente?
Roberto Baggio, senza alcun dubbio. Lui è stato il top e lo ha dimostrato a tutto il mondo.

Cosa ne pensa del ruolo che gli è stato appena affidato dalla federazione (presidente settore tecnico di Coverciano n.d.r)?
Credo che abbiano messo un fuoriclasse al posto giusto nel momento giusto. Nessuno meglio di lui può ricoprire questo incarico. L’ho sentito qualche giorno fa ed è davvero motivato e concentrato: darà il meglio di sé anche in questa circostanza.

Un altro tema attuale è quello dello sciopero dei calciatori, momentaneamente sospeso. Che opinione si è fatto lei a riguardo?
Sicuramente sarebbe stato un brutto episodio se fosse successo, ma bisogna tener presente che alcune regole non devono essere discusse: quella riguardante il proprio medico e quella del trasferimento. Un giocatore ha il diritto di decidere chi lo posso curare, ma soprattutto deve scegliere se trasferirsi o meno in un’altra squadra. Essere calciatore non comporta solo un grande dispendio di energie fisiche, ma anche mentali. Se non si è sereni con la testa, si ripercuote tutto sul campo di gioco. Bisogna anche eliminare un luogo comune secondo il quale tutti i giocatori sono milionari: sono pochi quelli che guadagnano cifre esorbitanti, dalla serie B in giù c’è anche chi guadagna meno di un operaio.

Lei è stato proprietario qualche anno fa di un club inglese, il QPR. Cosa ha ricavato da quella esperienza? Che cosa bisognerebbe mettere in pratica in Italia per arrivare ad eguagliare il tanto invidiato modello inglese?

È stata un’esperienza significativa, dalla quale ho ricavato molto. La situazione è totalmente diversa rispetto a qui sia dal punto di vista dell’organizzazione sia da quello della mentalità. In Italia sono tanti i problemi da risolvere e solo ora si sta provando a cercare nuove soluzioni, anche se il nocciolo della questione a mio parere rimane la privatizzazione degli stadi: tutto cambierebbe in quanto le società potrebbero difendersi meglio, adottando anche nuove misure contro la delinquenza. In Inghilterra e in Spagna succede così e la criminalità è praticamente nulla. L’altro giorno sono andato a vedere la partita di Trezeguet e sono rimasto senza parole: nessuna barriera fra le tifoserie, nessun lancio di oggetti e un grande rispetto fra le due squadre.

Quest’estate ha destato molto clamore il possibile passaggio di Maicon al Real Madrid. Come sta ora? È contento di essere rimasto a Milano?
È entusiasta di giocare ancora nell’Inter. La sua è stata una scelta ponderata, presa in seguito anche ai riconoscimenti che Moratti gli ha dato.

Come valuta questo mercato estivo?
Credo che alcuni acquisti siano stati dettati dall’esigenza di dover presentare qualcosa. C’è stata molta qualità, ma non si è lavorato sulla collettività. Son stati presi ottimi giocatori, ma non è facile amalgamare subito una squadra, ci vuole tempo e duro lavoro. L’Inter, infatti, ha aspettato anni prima di avere l’ottima ossatura che ha ora e che le consente di vincere. Ultimamente sta anche lanciano qualche giovane, credo sia questa la politica da percorrere.

Chi vince lo scudetto?
La favorita rimane l’Inter, senza dubbio.

Edoardo Jacobelli (datasport.it)

Caliendo: “Al Napoli avrebbe fatto comodo Trezeguet”

Antonio Caliendo, agente di Trezeguet e Maicon ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio CRC, nella trasmissione “Si Gonfia la Rete” di Raffaele Auriemma: “L´errore del Napoli è stata la campagna acquisti non appropriata. Il Napoli quando è arrivato Maradona nel primo anno è stato un fallimento, poi creò una squadra fortissima, con un organizzazione ben precisa che aveva Maradona come motore che faceva andare a 300 all´ora la macchina. Oggi non abbiamo fuoriclasse che fanno la differenza, bisogna avere pazienza e anche fortuna come l´Inter che per 16 anni non ha vinto niente poi con una spina dorsale inamovibile ha iniziato a riprendersi.
Maxi Lopez non so se possa essere l´uomo giusto, lavora bene con molto scrupolo, però credo che Trezeguet sarebbe diventato il re del San Paolo senza alcun dubbio. È un giocatore incredibile, fresco, integro, entusiasta: difficile trovare di campioni che in 10 anni ti fanno 180 goal. Al Napoli, poi, ci vuole un grande difensore, a gennaio devono prenderlo per puntare in alto”.

solonapoli.com

Caliendo su Trezeguet: «Juve? In Spagna è rinato»

David Trezeguet è rimasto nei cuori degli juventini. Le strade si sono divise, ma l’affetto resta. Il francese è l’idolo incontrastato dell’Hercules e a quanto pare il suo approccio con la squadra spagnola è stato eccezionale: «Lui è stato felice fin dal primo momento in cui ha messo piede in città – ha detto a tuttomercatoweb.com Antonio Caliendo – Va ad abitare proprio sul mare, ha trovato un campo bellissimo e gente che lo adora. In cinquemila lo hanno ricevuto alla presentazione e meglio di così non poteva andare».

LA JUVE – La Juve gli manca? «Da quel che ho potuto leggere in lui è come fosse rinato. La Juventus fa parte della sua storia ed è rimasto un rapporto di grande affetto con i tifosi. Da quel che so gli stanno preparando una grande accoglienza per quando tornerà a Torino a sistemare le ultime sue faccende».

IL MERCATO BIANCONERO – Come giudica il mercato della Juve? «C’è stato un cambio radicale. Parecchi giocatori sono stati messi sul mercato, parecchi sono partiti e altrettanti arrivati. Magari ci sarà anche quello che non riesce ad inserirsi bene, ma per avere una squadra ben amalgamata serve tempo. Penso che qualcosa in difesa serva ancora. Con Aquilani, se sta bene, e Krasic, comunque, hanno messo insieme una buona squadra. Credo possano stare tra le prime considerando anche qualche problemino che possono avere le altre».

tuttosport.com